Come invecchiano i film che hanno vinto l’Oscar? 5 salti decennali per analizzare i vincitori del passato

1987 – Platoon (Oliver Stone)
Recensione: Un tempo i film di guerra americani erano cavalcate trionfali, con una linea ben precisa a separare “i cattivi” (tedeschi o indiani etc) dai buoni, solitamente capitanati da un ingellatissimo John Wayne. Poi è arrivato il Vietnam a confondere le due fazioni dietro ad un oscuro velo di violenza e follia. Il Sergente Barnes  (Tom Berenger) è stato colpito 7 volte ma non ha alcuna intenzione di mollare il Vietnam, è il posto ideale per lui e ormai ha un’idea precisa di come la guerra si debba condurre. L’idea è che i nemici sono tutti coloro che tentino di intralciare il Sergente Barnes, senza esenzione per donne, vecchi, bambini o soldati che portano la sua stessa uniforme. Il Sergente Elias (Willem Dafoe) è un fricchettone prestato alle armi, un figlio dei fiori che, posato il mitra, fuma erba mentre ascolta musica rock. Per lui la guerra e’ una questione da soldati, i civili non vanno nemmeno sfiorati e a questo principio non si transige. Ogni nemico dell’essere umano è nemico del sergente Elias, primo fra tutti ovviamente Barnes. Queste due figure a polarizzare gli altri soldati del plotone, creando due fazioni che riassumono le tensioni politiche, sociali e razziali dell’America di quell’epoca. A raccontarci tutto questo il soldato Chris, ragazzo benestante che lascia il college per arruolarsi allo scopo di imparare la vita.


Segni Particolari: Opera di incredibile realismo che scaturisce dagli intrecci tra il film e la storia personale di chi l’ha realizzato. Oliver Stone ha realmente combattuto in Vietnam. Il particolare legame tra Charlie Sheen e la parte del soldato/narratore che rievoca quella del padre Martin in un altro assoluto capolavoro sul Vietnam,  Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Come gli allenatori di oggi che mettono i mancini all’ala destra per confondere gli avversari facendoli rientrare verso il centro, Oliver Stone ha ammesso di aver intenzionalmente assegnato la parte di Barnes a Tom Berenger, all’epoca noto maggiormente per ruoli da “good guy”, e quella di Elias a Willem Dafoe, noto cattivone dello schermo grazie al suo ghigno malefico.


Altri candidati: Annata ricca l’87. Figli di un Dio minore, The Mission e Camera con vista gli altri candidati. Ma, come purtroppo non succederà 10 anni dopo (e come vedrete nel capitolo successivo), nonostante vi fosse piu’ di un film dagli ingredienti giusti per conquistare la giuria, questa volta l’Academy mostra le palle e premia il film ultra violento che pone domande scomode sulla società americana.


Rivisto oggi: I film di guerra sono sempre un ottimo specchio sull’attualità. Oggi i film di guerra sono dei percorsi individuali centrati su figure professionali super specializzate che operano in zone caldissime all’oscuro della poplazione civile (The Sniper, The Hurt Locker come esempi principali). Rivedere Platoon oggi riporta all’idea della guerra come catastrofe sociale che sparge un morbo incurabile sulle generazioni attuali e future.